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Vuelta a España 2026: Stefan Küng vince la cronometro della tappa 18, Enric Mas resiste a Roglič

10 settembre 2026·6 min di lettura

L'unica cronometro lunga di questa Vuelta ha mantenuto le attese. Stefan Küng ha vinto sul percorso pianeggiante ed esposto al vento di 32,1 chilometri tra El Puerto de Santa María e Jerez de la Frontera, precedendo il compagno di squadra alla Red Bull-Bora-Hansgrohe Callum Thornley di tre secondi e João Almeida di nove. Ma la giornata è stata soprattutto quella di Enric Mas: il leader ha disputato la cronometro della sua vita, cedendo appena 33 secondi a Primož Roglič, che ha scavalcato Felix Gall salendo al secondo posto ma resta a 1:37 dalla maglia rossa, con ancora due tappe di montagna da correre. Gall ha perso quasi un minuto e mezzo su Roglič in tappa ed è scivolato al terzo posto, a 3:01. Il racconto completo della tappa 18, la classifica generale dopo diciotto tappe, e uno sguardo alla tappa di montagna di venerdì verso Peñas Blancas.

Küng domina sul percorso costiero battuto dal vento

La tappa 18 era l'unica cronometro lunga di questa Vuelta: 32,1 chilometri lungo la costa atlantica, dalla città dello sherry El Puerto de Santa María fino a Jerez de la Frontera, un percorso perlopiù pianeggiante ma ripetutamente esposto ai venti laterali provenienti dal mare. Un profilo che si addiceva molto più ai passisti potenti che agli scalatori che hanno dominato questa corsa finora, e Stefan Küng ha offerto esattamente il tipo di prestazione che il suo profilo prometteva: metronomico, aerodinamico e impassibile di fronte alle raffiche che hanno destabilizzato diversi uomini di classifica.

Il campione svizzero ha fermato il cronometro a 35'22", con una media di oltre 54 km/h, precedendo il proprio compagno di squadra alla Red Bull-Bora-Hansgrohe, Callum Thornley, di tre secondi, e João Almeida (UAE Team Emirates-XRG) di nove. Una vera esibizione della Tudor Pro Cycling, nell'unica giornata di questa Vuelta costruita su misura per uno specialista come Küng — e un promemoria che non tutte le tappe di un grande giro si decidono in montagna.

Mas firma la cronometro della sua vita per contenere Roglič

Tutti gli occhi erano puntati sugli uomini di classifica, partiti nel tardo pomeriggio, e su nessuno più che su Enric Mas. Il leader della Movistar non è mai stato considerato uno specialista della cronometro, ma con la maglia rossa sulle spalle e le salite più dure della corsa ancora da affrontare, ha forse firmato la prova della sua carriera: ha ceduto appena 33 secondi a Primož Roglič sull'intero percorso di 32,1 chilometri, molto meno dei due minuti abbondanti che in tanti gli pronosticavano di perdere.

Quella prestazione è bastata a contenere la spinta di Roglič. Il leader della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha scavalcato Felix Gall salendo al secondo posto, ma resta comunque a 1:37 da Mas in vista delle ultime due tappe di montagna della corsa. Per Gall, al contrario, la giornata è stata disastrosa: ha perso 1:28 su Roglič e 1:47 sul vincitore di tappa Küng, scivolando dal secondo al terzo posto, ora a 3:01 dalla maglia rossa.

Il risultato della tappa 18

1. Stefan Küng (Tudor Pro Cycling) in 35'22"; 2. Callum Thornley (Red Bull-Bora-Hansgrohe), a 3 secondi; 3. João Almeida (UAE Team Emirates-XRG), a 9; 4. Primož Roglič (Red Bull-Bora-Hansgrohe), a 19; 5. Wout van Aert (Visma-Lease a Bike), a 20; 6. Finn Fisher-Black; 7. Bruno Armirail; 8. Ivo Oliveira; 9. Ethan Hayter; 10. Xabier Azparren.

La classifica generale dopo diciotto tappe

Non avendo recuperato tempo alcun rivale, Enric Mas affronta l'ultimo blocco di montagna della corsa con un margine leggermente più ampio. Il leader della Movistar ha 1:37 di vantaggio su Primož Roglič, mentre Felix Gall è ora terzo a 3:01. Richard Carapaz è quarto a 5:17, davanti a Oscar Onley (+6:03), Jakob Omržel (+7:00), Clément Berthet, e Mattias Skjelmose e Cristián Rodríguez, appaiati a +7:51. Harold Tejada chiude la top ten a +9:57 — Sepp Kuss, che occupava quella posizione prima della cronometro, ne è uscito del tutto.

Le altre classifiche non hanno subito variazioni, come prevedibile in una cronometro senza traguardo volante né salite in programma: Wout van Aert (282 punti) mantiene la presa sulla maglia verde, con Matthew Brennan (189) e Alessandro Romele (153) come inseguitori più vicini, mentre Santiago Buitrago conserva intatta la maglia a pois. Nella classifica giovani, il vantaggio di Oscar Onley è addirittura cresciuto: il margine su Jakob Omržel è passato da 30 a 57 secondi, dato che Onley ha semplicemente perso meno tempo rispetto al giovane rivale sloveno di fronte agli specialisti.

Cosa aspettarsi: la montagna torna a Peñas Blancas

Venerdì 11 settembre riporta subito la Vuelta in montagna: 205,1 chilometri da Vélez-Málaga a un arrivo in quota a Peñas Blancas, in alto sopra la Costa del Sol, con tre salite concentrate negli ultimi settanta chilometri. È il tipo di tappa in cui si può perdere la Vuelta ma non vincerla — il vero redde rationem in classifica generale attende la tappa regina del giorno successivo, verso il Collado del Alguacil — ma con margini così ridotti, nessuno nella top ten può permettersi di rilassarsi. Guarda il profilo nella nostra pagina della tappa 19.

Vuoi ripassare il resto di questa Vuelta? Leggi il nostro resoconto della tappa 17 a Siviglia — la storica quinta vittoria di Brennan —, il nostro resoconto della tappa 12 al Calar Alto, o la nostra guida completa alla Vuelta a España 2026.

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