Vuelta a España 2026: Mikel Landa vince la tappa regina al Collado del Alguacil, Enric Mas si assicura la vittoria finale
La giornata più dura di questa Vuelta ha mantenuto le attese. Ramses Debruyne ha attaccato quasi subito dopo la formazione della fuga di giornata sul Puerto de El Duque, portando con sé Tobias Halland Johannessen e Mikel Landa, e sulla brutale salita finale verso il Collado del Alguacil è stato Landa ad andarsene in solitaria — la sua prima vittoria in oltre cinque anni, con 47 secondi di vantaggio. Alle loro spalle, la Red Bull-Bora-Hansgrohe ha imposto un ritmo alto nel gruppo dei favoriti, ma Enric Mas ha retto, cedendo tempo solo a Felix Gall, mentre allargava il vantaggio su Primož Roglič fino a 2:15 — blindando così, salvo sorprese, il suo primo titolo in un grande giro, a una sola tappa dal termine domenica a Granada. Sepp Kuss ha firmato l'altra grande mossa di giornata scalando fino al quinto posto in classifica generale. Il racconto completo della tappa 20, la classifica dopo venti tappe, e uno sguardo alla tappa finale di domenica, con cinque salite verso l'Alhambra in programma.
Debruyne lancia l'attacco, Landa vince in solitaria dopo cinque anni di digiuno
La tappa regina ha mantenuto le attese: 186,9 chilometri da La Calahorra al Collado del Alguacil, con l'Alto de El Purche e il Puerto de El Duque in programma prima della brutale ascesa finale. Wout van Aert si è aggiudicato lo sprint intermedio di giornata a Güéjar Sierra, rafforzando la presa sulla maglia verde, ed è stato sulla salita di El Duque che si è formata la mossa decisiva della tappa: Ramses Debruyne ha attaccato quasi subito dopo la formazione della fuga di giornata, e solo Tobias Halland Johannessen e Mikel Landa sono riusciti a seguirlo.
Il terzetto ha mantenuto il vantaggio fino ai piedi del Collado del Alguacil, un mostro fuori categoria di 8,4 chilometri al 9,8% di pendenza media, con tratti oltre il 17%. Landa, che non vinceva una corsa dal 2021, ha sferrato l'attacco a circa cinque chilometri dal traguardo e nessuno è riuscito a rispondere: lo scalatore basco ha tagliato il traguardo in solitaria in 4 ore, 58 minuti e 1 secondo, con 47 secondi di vantaggio su Johannessen, mentre Debruyne ha completato il podio a 1 minuto e 27 secondi.
Mas cede terreno a Gall, Kuss irrompe nella top cinque
Alle spalle dei fuggitivi, la Red Bull-Bora-Hansgrohe ha imposto un ritmo alto nel gruppo dei favoriti, in un ultimo tentativo di mettere in difficoltà Enric Mas prima della tappa finale di domenica. Non ha funzionato del tutto: il leader ha tagliato il traguardo a 6 minuti e 54 secondi, cedendo un po' di terreno a Felix Gall — il miglior scalatore di giornata tra i pretendenti alla generale — ma senza perdere altro nei confronti di Primož Roglič, che a sua volta non è riuscito a staccare Gall. Il risultato netto: il vantaggio di Mas su Roglič è addirittura cresciuto, da 1:37 a 2:15, mentre Gall si è avvicinato fino a 2:44 dalla maglia rossa.
Più indietro nel gruppo, la giornata è stata soprattutto quella di Sepp Kuss. L'americano è passato da una posizione appena fuori dalla top ten al quinto posto in classifica generale, a 8 minuti e 45 secondi, scavalcando in un colpo solo Oscar Onley e altri cinque rivali. Con solo la tappa finale collinare di domenica a Granada ancora da disputare, e un vantaggio di Mas che nessuna tappa potrebbe realisticamente colmare, i media spagnoli lo indicavano già come il vincitore virtuale di questa Vuelta — il suo primo titolo in un grande giro.
Il risultato della tappa 20
1. Mikel Landa (Soudal Quick-Step), in 4h58'01; 2. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), a 47 secondi; 3. Ramses Debruyne (Alpecin–Premier Tech), a 1 minuto e 27 secondi; 4. Pau Miquel (Bahrain Victorious), a 3 minuti; 5. Urko Berrade (Kern Pharma), a 4 minuti e 12 secondi; 6. Jan Hirt, a 4 minuti e 18 secondi; 7. Jørgen Nordhagen, a 4 minuti e 35 secondi; 8. Sepp Kuss, stesso tempo; 9. Walter Calzoni, a 4 minuti e 48 secondi; 10. Lorenzo Fortunato, a 4 minuti e 53 secondi.
La classifica generale dopo venti tappe
Enric Mas affronta la tappa finale con 2 minuti e 15 secondi di vantaggio su Primož Roglič, con Felix Gall terzo a 2:44. Richard Carapaz è quarto a 6:54, davanti a Sepp Kuss, che sale a un nuovo quinto posto a 8:45. Oscar Onley scivola al sesto posto a 9:28, seguito da Jakob Omržel (+10:38), Clément Berthet (+11:41), Cristián Rodríguez (+11:59) e Harold Tejada, che chiude la top ten a 14:40.
Le altre classifiche sono praticamente decise. I punti di Santiago Buitrago sulle prime salite di giornata hanno messo la classifica scalatori fuori portata per Wout van Aert, blindando così la maglia a pois a una tappa dal termine. Van Aert, dal canto suo, ha colpito ancora nello sprint intermedio di Güéjar Sierra, allontanando ulteriormente la propria classifica a punti dagli sprinter rimasti in corsa. Nella classifica giovani, il calo di Oscar Onley al sesto posto non gli è costato la maglia bianca: arriva a Granada con ancora 1 minuto e 10 secondi di vantaggio su Jakob Omržel.
Cosa aspettarsi: niente parata di rito, ma cinque salite verso l'Alhambra
Domenica 13 settembre questa Vuelta si chiude con qualcosa di diverso dalla sfilata al traguardo cara al Tour de France: una tappa a circuito di 99,4 chilometri per Granada, con la salita davanti all'Alhambra affrontata ben cinque volte. Abbastanza dura da poter ancora smuovere qualche posizione in fondo alla top ten, ma con un vantaggio di Mas su Roglič di 2:15, salvo catastrofi, la maglia rossa è ormai una formalità. Guarda il profilo nella nostra pagina della tappa 21.
Vuoi ripassare il resto di questa Vuelta? Leggi il nostro resoconto della tappa 19 verso Peñas Blancas — la rimonta tardiva di Dunbar su Buitrago —, la nostra anteprima di questa tappa regina scritta prima che le montagne avessero l'ultima parola, o la nostra guida completa alla Vuelta a España 2026.
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